LA MICHETTA

Rosetta o michetta?

A Inveruno, ma in generale nella zona Milanese, non c’è alcun dubbio. Il suo nome è MICHETTA.

E’ una sorta di simbolo della panificazione: con la sua forma geometricamente perfetta, il “bottone” in cima come parte preferita da staccare subito e mangiare, racchiude una serie di tecniche e metodologie che solo un vero panettiere possiede!

Nel corso degli anni purtroppo è stata accantonata da molti panificatori: tanti sono i passaggi, delicati, per poter far si che la michetta si gonfi come deve, a fronte di un costo di vendita basso essendo molto leggera.

Ma al Forno Garavaglia, siamo fieri e orgogliosi del nostro prodotto, con la ricetta tramandata dal Nonno Attilio, con l’ausilio di macchinari nuovissimi. Vi spiego i passaggi, che potete vedere per capire meglio a questo link:

https://www.instagram.com/s/aGlnaGxpZ2h0OjE3ODQ1NjUzMjg3Mzk1Mjgz?igshid=1slmruh3uqxaf&story_media_id=2418121311731085376_1607283877

Per prima cosa viene fatta la biga, metodo indiretto di impasto fatto il giorno prima a distanza di circa 18 ore, con solo farina forte (W 380) , acqua e lievito.

Il giorno seguente, si prende l’impasto che ha riposato in cella frigor a 17°, e lo si unisce ad altra farina, acqua, malto, sale. La biga del giorno prima che avrà iniziato leggermente a svilupparsi, conferirà sapore profumi friabilità e riuscirà a dare l’effetto “soffiato” per rendere il panino gonfio e vuoto.

Una volta tolto l’impasto dall’impastatrice, viene passato al cilindro per acquisire maggiore elasticità ma sopratutto rendere liscia la pasta.

Dopodiché peseremo dei “panoni” da 3 Kg l’uno, che renderemo rotondi e olieremo con olio extravergine di oliva facendo riposare e lievitare la pasta per circa mezzora.

Arrivate le ore 5:00 del mattino, siamo pronti a creare i panini. La tranciatrice divide l’impasto in 37 piccoli esagoni, che vengono immessi sulla macchina che stampa il classico disegno a forma di rosetta.

Un altro riposo sul telaio di mezzora, e siamo pronti a infornare il prodotto. 230° per 12 minuti con vapore.

Il risultato è sorprendente, il panino in forno si alza e si gonfia velocemente sempre più, diventando dorato in superficie.

L’odore della sfornata delle michette è inconfondibile e segna il momento in cui il pane è pronto per essere consegnato. Sono le 6:10, i furgoni si riempiono, albeggia, un altra fantastica notte di panificazione giunge al termine.

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